sabato 6 agosto 2011

Papà Gambalunga


TITOLO: Papà Gambalunga
DI: Jean Webster
FORMATO: Ebook (pdf)
PREZZO: 3,00 €
INFO SU www.ilgattoelaluna.it

Il Papà Gambalunga è un ragno dal corpo piccino e le zampe smisuratamente lunghe. È la prima cosa che viene in mente a Jerusha Abbott quando vede l'ombra di quel buffo Amministratore dell'orfanotrofio dove vive. Sì, perché Jerusha è sola al mondo, vive da sempre in un orfanotrofio e ora che sta per compiere diciott'anni la vita sembra non riservarle nulla di buono. Ma quell'Amministratore dalle lunghe gambe la cui ombra l'ha fatta tanto ridere si rivelerà essere un improvviso e misterioso benefattore che le permetterà di cambiare vita. L'uomo la farà studiare affinché possa diventare una scrittrice ponendo, però, singolari condizioni: lei dovrà scrivergli tutti i mesi raccontandogli dei suoi progressi mentre lui rimarrà sempre anonimo e sconosciuto. Jerusha scopre così un nuovo mondo in cui svilupperà amicizia, intelletto, convinzioni sociali, orgoglio e troverà anche l'amore. Con un finale sorprendente che la lascerà a bocca aperta.


Note sull'autrice
Alice Jane Chandler Webster, giornalista e scrittrice americana nota con lo pseudonimo di Jean, nacque il 24 luglio 1876 a Fredonia, New York, dove visse con la bisnonna, la nonne e la madre, tutte in una stessa casa in un'atmosfera estremamente matriarcale. La bisnonna era attivista nelle società di temperanza (associazioni nate per combattere l'abuso del consumo di alcol, ma che in seguito si dedicarono anche alla promulgazione di più rigide condotte morali), la nonna si batteva per l'uguaglianza razziale e per il voto alle donne, la madre era nipote di Mark Twain e il padre, Charles Luther Webster, fu agente ed editore dello stesso Twain. Sfortunatamente la casa editrice del padre durò solo per quattro anni, dal 1884 al 1888. La delusione per il fallimento spinse il signor Webster al suicidio nel 1891.
Alice mutò il suo nome in Jean al college, poiché aveva una compagna di stanza che si chiamava Alice pure lei, e da allora questo rimase il suo nome. Diplomata in arte cinese, laureata in lettere, si batté a lungo per il diritto all'istruzione e al voto delle donne e per la loro affermazione sociale, per i movimenti riformisti, e fu attiva in diverse associazioni umanitarie, soprattutto a tutela degli orfani, tutti temi che emergono nei suoi libri. Viaggiò molto sia in America che in Europa e Asia. Ebbe una lunga relazione segreta con l'avvocato Glenn Ford McKinney, fratello della sua cara amica Ethelyn, che poté sposare solo nel 1915, quando lui riuscì a ottenere il divorzio dalla moglie precedente.
Papà Gambalunga è sicuramente il libro più famoso di Jean Webster ed è incentrato sulla crescita morale, sociale e intellettuale di una giovane orfana, Jerusha Abbott, che trova un inaspettato benefattore. Pubblicato nel 1912, il libro riscosse subito un grande successo (non solo per le tematiche sociali trattate ma anche per lo stile brioso e ironico che caratterizza Jean Webster) tanto che nel 1913 la stessa Webster ne trasse una commedia prontamente accolta con entusiasmo da pubblico e critica. A questo libro fa seguito, nel 1915, Caro Nemico, sempre scritto in forma epistolare, dove però la protagonista non è più Jerusha ma la sua amica Sallie e dove i temi femministi si fanno più marcati, pur rimanendo sostanzialmente un romanzo umoristico.
Jean Webster morì l'11 giugno 1916, a quarant'anni non ancora compiuti, a causa di complicazioni insorte dopo il parto. La sua bambina venne chiamata, in suo onore, Jean.
Papà Gambalunga ha avuto diverse trasposizioni cinematografiche. Una del 1919, con Mary Pickford nel ruolo di Jerusha, una del 1931 (con Janet Gaynor e Warner Baxter), una del 1935 con Shirley Temple e una, la più famosa, del 1955, con Fred Astaire nel ruolo di Papà Gambalunga e Leslie Caron in quello di Judy, anche se queste due ultime versioni divergono in molti punti dal romanzo.
Nel 1990 ne è stata tratta anche una serie animata giapponese.
In Giappone esiste un Fondo Papà Gambalunga che sostiene quei bambini che hanno perso il padre in un incidente d'auto.

2 commenti:

cooksappe ha detto...

:D

kitgibbs ha detto...

Proprio il cartone animato giapponese mi ha portato,ragazzina, a passo di marcia verso il libro dal quale mi sono staccata solo dopo essere arrivata alla fine. Anche se sapevo già come sarebbe finito, leggere il libro(o come dicevo allora "la storia vera") è stato molto emozionante. Libri così ti coinvolgono sempre ed è bello, anche a distanza di secoli,a volte riprenderli in mano e magari leggerli con figli o nipoti e vedere sulle loro faccie le tante e mozioni che si alternano man mano che vanno avanti con la lettura del rimanzo.