martedì 12 aprile 2011

I sogni son desideri...

"I sogni son desideri”, cantava quella simpaticona di Cenerentola, “di felicità. Nel sogno non hai pensieri. Ti esprimi con sincerità...”
Accidenti, se le cose stanno così io sono messa male. Parecchio.
Non so voi quanto sognate. Io sogno moltissimo, e ho dei sogni ricorrenti che tendono a lasciarmi perplessa il più delle volte.
Il più angoscioso è quello degli animaletti in pericolo.
Gli animaletti possono variare, di solito sono pesci rossi, ma può anche trattarsi di gatti o perfino di topi o criceti. Le bestiole sono sempre in pericolo di vita e io mi faccio in quattro per salvarle, ma nonostante ogni mio sforzo difficilmente riesco nel mio intento. Mi risveglio sempre a metà sogno, senza sapere se gli animaletti si salveranno o no, col batticuore e madida di sudore. Generalmente, appunto, nel sogno c'è questa vasca coi pesci rossi che si rompe, e io mi dispero per metterli altrove e cercare acqua a sufficienza per farli sopravvivere, ma non ne trovo, o ne trovo pochissima, o i rubinetti non vanno, oppure i recipienti sostitutivi sono troppo piccoli o rotti... un dramma. Chissà, forse è tutta colpa di Pippo. Pippo era un pesce rosso che ho avuto per anni e che aveva la malsana abitudine di lanciarsi fuori dalla vaschetta. Dopo averlo salvato in extremis un tot numero di volte, trovandolo in terra che si dibatteva boccheggiante, mi sono decisa a prendergli una vasca dotata di coperchio. Gli è passata? Macché! Certe volte mi svegliavo di notte per il tonfo delle capocciate che dava al coperchio. Qualcuno mi spiegò che questo capitava perché i pesci rossi non si rendono conto che dall'altra parte della parete della vasca non c'è acqua, e che loro per natura tendono a saltare per superare i dislivelli dei torrenti. Però a me creava ansia lo stesso.
Altro sogno angoscioso ricorrente: sono incinta e non so come ho fatto. Cioè... come ho fatto tecnicamente diciamo che lo intuisco, quel che non comprendo è come mai sono incinta dal momento che non avevo nessuna intenzione di diventarlo. Come se l'avesse deciso qualcun altro per me e la cosa mi turba e mi disturba. Il bello è che alla fine non partorisco mai un bambino, ma sempre cose tipo gatti, o libri, o quadri o altri oggetti... e nessuno ci trova mai niente di strano. “Complimenti, signora”, mi fa l'ostetrica, “ha partorito un bellissimo Picasso! Lo tiene o lo mette all'asta?” “Mah, non so... in salotto non ci starebbe male.”
Sono strana io, però. Vero?
Ancora: torno nel passato e incontro me stessa da ragazzina. Allora cerco di darmi consigli per evitarmi certi errori, ma finisce sempre che mi risulto antipatica e mi mando al diavolo da sola. Cosa che certe volte faccio anche nella realtà, allo specchio.
Un altro: sono in una situazione di pericolo e le persone a me care non muovono un dito per aiutarmi, lasciano fare tutto a me. Guardano, ma non ritengono necessario intervenire. Anche se per salvarmi gli basterebbe alzare una mano o grattarsi la testa, non lo fanno. Caparbiamente e ostinatamente.
E quell'altro, di ritrovarmi improvvisamente fidanzata o sposata con un perfetto sconosciuto o, peggio ancora, con qualcuno che non sopporto? Pare che sia un sogno abbastanza diffuso: a voi è mai capitato? A me sì, spesso. Mi lascia sempre sconvolta, perché per tutto il sogno continuo a chiedermi quando, come e soprattutto perché mai ho fatto una cosa del genere.
C'è il sogno della moltiplicazione dei gatti. Nella realtà io ho tre gatti. Nel sogno parto dai tre veri ma poi, un po' per volta, cominciano ad aumentare. Fino a che mi trovo con la casa brulicante di gatti che corrono dappertutto, si lanciano dai balconi, si azzuffano sui letti e insomma ne combinano di cotte e di crude pur di ficcarsi nei guai.
Sui gatti ho anche un altro incubo ricorrente: io che sono in vacanza da un tot e all'improvviso mi viene in mente che ho abbandonato i gatti a casa da soli. Mi scapicollo per tornare a casa più in fretta possibile, anche se so che intanto i mici saranno già morti di fame e di sete, e non mi do pace finché non mi sveglio e li vedo lì, sul letto, che mi ronfano addosso.
La settimana scorsa ho sognato che mia mamma faceva scappare i miei gatti ma me lo diceva solo due giorni dopo. Io dovevo perlustrare palmo a palmo una fitta boscaglia per ritrovarli, pur sapendo che sarebbe stato tutto inutile. Tremendo!
I sogni sul sesso sono quasi tragicomici. Ora, io nonostante sia una giovane (ehm...) donna intelligente che vive il suo tempo eccetera eccetera (seee, come no...) di base sono sessualmente assai repressa (o Depressa?). Sarà perché fin dalla più tenera età ho sempre avuto modelli femminili che non riuscivo a raggiungere, o concorrenze con le quali non mi sentivo all'altezza di gareggiare. Sarà perché non ho un incantevole rapporto col mio corpo (diciamo che tendiamo a pensarla in modo diverso su parecchie questioni, va'). Sarà per l'educazione cattolica di base. Sarà quel che sarà (sarà perché ti amo?), ma se nella vita non brillo nei sogni riesco addirittura a peggiorare. Comunque il sogno ricorrente è questo: sto per fare l'amore con un uomo meraviglioso ma sul più bello arriva sempre, costantemente e puntualmente, come solo le tasse sanno fare, e inevitabilmente qualcuno della mia famiglia a interrompermi. S-E-M-P-R-E! Una volta è la mamma che mi chiede dove stanno le cipolle (come se fosse quello il momento giusto per certe richieste), un'altra è papà che ha perso gli occhiali, oppure la Vale (sorella maggiore) che cerca le scarpe (e cercando cercando, già che c'è cerca pure di accalappiarsi il mio partner), oppure zia Ramona che vuole convincermi a smetterla con quell'attività poco sana per aiutarla nel decoupage, hobby che io notoriamente detesto (tra parentesi, zia Ramona è un mito, prima o poi dovrò parlarvi anche di lei). Insomma, cose così. Immancabilmente il sogno finisce col mio affascinante partner che si stufa e se ne va, certe volte con la Vale e certe altre da solo, oppure mi svanisce letteralmente tra le braccia. E a me non rimane da far altro che rivestirmi mestamente e lanciare insulti ai miei familiari. Quand'ero più giovane per un certo periodo sono stata addirittura convinta che lo facessero apposta a insinuarsi nel mio subconscio per il puro gusto di rovinarmi il divertimento anche in sogno oltre che nella vita reale. Li conosco, ne sarebbero capaci!
Un sogno non ansiogeno ma irritante, è quando sogno scenari strabilianti (tramonti, eruzioni vulcaniche, il mostro di Loch Ness...) e la macchina fotografica s'inceppa facendomi perdere scatti potenzialmente unici. Che nervi, poi, al mattino...
Faccio anche sogni piacevoli, però. Uno dei miei preferiti è quello della casa telescopica. Nel senso che si allunga. Nella realtà vivo in un appartamento di una sessantina di metri quadri. Io, il mio compagno e tre gatti. Se calcolate che il mio compagno e uno dei gatti, per conformazione corporea, occupano più spazio del dovuto vi renderete conto che certe volte stiamo un po' strettini. Nel sogno a un tratto scopro, con gioia e somma delizia, delle porte misteriose che si aprono su stanze nuove, ampie, ariose, e man mano la casa diventa sempre più grande. Mi piace talmente tanto ritrovarmi con quello spazio in più che quando mi sveglio mi rammarico sempre che nella realtà questo non sia possibile. Perché queste stanze in più non vanno a intaccare i confini della casa. Da fuori resta uguale, è solo dentro che s'ingrandisce a dismisura. Non so se mi spiego.
Ah, poi c'è quello dei superpoteri. Ci sono volte in cui sogno di averne di ogni tipo, di essere praticamente invincibile, e vivo fantastiche avventure salvando il mondo, i gatti e il mio compagno. Forse vuol solo dire che leggo troppi fumetti, però. Oppure sogno di saper parlare tutte le lingue del mondo e di saper suonare tutti gli strumenti possibili. Grandioso! Nella realtà ho provato a imparare a suonare la batteria, ma con scarsi risultati. In sogno sono così brava che farei crepare d'invidia Buddy Rich in persona (tranne che Buddy Rich è già morto di suo, ma era solo per farvi capire).
Ma fino a qualche anno fa il mio sogno preferito in assoluto era... di trovarmi al supermercato! Alt, prima di dire che sono fissata con la spesa, aspettate a leggere. Nel sogno c'era questo supermercato ai margini della città, non facile da raggiungere o da trovare. Diciamo che bisognava sapere dove cercare, trovarlo aveva un che di mistico, quasi. Io però sapevo come fare. E dentro questo supermercato, che era in apparenza identico a un qualunque altro supermercato, era tutto gratis. Potevo prendere a piene mani qualunque cosa e non pagarla. Tutto in omaggio, tutto facile da raggiungere, non come nella realtà, dove mi pare di dover sudare quattro camicie per raggiungere ogni minimo risultato. Di solito arrivavo lì dopo una serie di vicissitudini faticose ed era veramente una goduria girare per le corsie e poter prendere tutto quello che mi stuzzicava. E sapere che era facile e semplice. Ora però questo supermercato non lo sogno più da un sacco di tempo. Chissà, vuoi vedere che la crisi economica ha raggiunto anche il mondo dei sogni?

PS: stanotte ho sognato che Madonna (la cantante) mi prestava il rossetto e che mi perdevo, di notte, per i canali di Venezia a bordo di un materassino a forma di foglia. Che vorrà dire???

Nella foto: Cenerentola sogna di lavare i piatti in abito da sera. Contenta lei...

2 commenti:

tenebrae ha detto...

ma quanti spunti per uno o più racconti!!!

saluti

tenebrae

Isabella Bella ha detto...

Dici che potrei utilizzarli? Io pensavo di portarli da uno psicanalista... magari uno alla volta, per non impressionarlo.
I.